venerdì 5 dicembre 2014

www.mantano.it parla di Nosu Impari



L'Associazione ringrazia www.mantano.it per la bella sorpresa.

Cliccate sul link, ci sono alcuni spezzoni video della serata.

http://www.mantano.it/recitazione-musiche-e-danze-popolari-sarde/#comment-456



lunedì 1 dicembre 2014

Sabato eravamo al Teatro Isabella di Torino


Sabato eravamo al Teatro Isabella della Circoscrizione V di Torino per la VI edizione di "Ricordando la Sardegna".
Uno spettacolo costruito attorno alle canzoni di Quintomoro e Laura Cotza, alle scene della compagnia teatrale e alle danze del gruppo di ballo sardo, tutto condito da poesie di Vincenzu Pisanu, Albino Agus, Luisa Pisano e Gianluca Cotza (ebbene sì una poesia che forse diverrà canzone).
Teatro pieno di amici, ammiratori e amanti della Sardegna.
































domenica 23 novembre 2014


Associazione Nosu Impari


Si ricorda ai soci che nel mese di dicembre inizia il rinnovo del tesseramento 2015.

Il costo è di 10 euro a socio più 6,50 per assicurazione adulti o 4 euro per assicurazione bambini.
L'assicurazione resasi obbligatoria è stata fatta presso l'AICS.

Ricordiamo che la nostra associazione è autofinanziata, non usufruisce di contributi dagli enti, e deve sostenere le spese di gestione.


Il direttivo

Nosu Impari al Teatro Isabella di Torino

CI VEDIAMO ALL' ISABELLA


TEATRO ISABELLA
Via Verolengo 212
SABATO 29 DICEMBRE 2014 - ORE 20.30
ASSOCIAZIONE NOSUIMPARI
RICORDANDO LA SARDEGNA – VI EDIZIONE

Recitazione, musiche e danze popolari sarde con la partecipazione del gruppo Nosu Impari, Gianluca “QUINTOMORO” Cotza e Laura Cotza

http://www.comune.torino.it/circ5/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2664




Su Facebook:
https://www.facebook.com/events/675953802525380/?pnref=story


lunedì 17 novembre 2014

I costumi sardi del nostro gruppo (1)



I costumi sardi del nostro gruppo

 

Incominciamo da oggi a parlare dei costumi che indossano i nostri componenti del gruppo di ballo. Essi non sono tutti uguali perchè il corpo di ballo non è un gruppo folk con una precisa connotazione locale; ogni componente indossa un vestito che lo lega o al suo paese d'origine o ad particolare evento familiare o sociale che l'hanno portato a possederlo.


Il primo vestito di cui parleremo è quello indossato da Rebecca ed è un costume da sposa di Oristano molto bello nella sua fattura.

Preciamo però, per dovere d'informazione storico-culturale, che l'abito non è rispondente appieno alla documentazione antica, che tramanda forme piu' semplici. Esso è contestualizzato a partire dagli anni '50 dall'uso folkloristico per impulso della sartiglia oristanese nella Sardegna della rinascita.



Il capo è palesemente influenzato dalla colonizzazione spagnola. Esso consiste in una camicia rigorosamente bianca e con ampia scollatura incorniciata da pizzo ricamato a mano e inamidato in modo da mettere in risalto bottoni e gioielli in filigrana e corallo; sopra vi è “s'imbustu” (una sorta di gilet) in broccato rosso con disegni color oro, allacciato sotto il seno e lungo fino alla gonna. “Su gipponi” (il giacchino) è in panno rosso foderato di celeste; anch'esso lungo fino alla gonna con la particolarità di avere nella parte posteriore delle “lingue di stoffa” chiamate torri. Le maniche rimangono aperte facendo intravedere la camicia e vengono chiuse con nastri azzurri (come i polsini della camicia) nel punto in cui vengono rigirate in modo da far vedere il rivestimento bianco e i fiorami. La gonna è in panno di lana rosso, lunga fino ai piedi, con plissettatura fine e una balza bianca che, partendo da terra, arriva circa sotto il ginocchio; nella parte superiore è contornata da trine, fiorami e galloni dorati; nella parte inferiore si conclude, dopo altre rifiniture, con velluto rosso che orla tutta la gonna; è arricciata in vita tranne nella parte davanti che normalmente fa da sfondo a un grembiule in pizzo bianco che viene sostitutito, dopo il rito nuziale, con un grembiule in panno decorato con delle mezzalune di broccato abbinato ai manicotti del giacchino. Il capo è coperto da tre fazzoletti: “su scaffiottu” è di color rosso, viene annodato sulla nuca e serve per tenere la crocchia di capelli; “su muncador' e' tullu” è di tulle di cotone ricamato a mano, esso viene posato sul capo e fermato da spilloni bianchi; “su panneddu lustrinu” viene posato sul capo della sposa dopo il rito del matrimonio, i suoi nastri sono messi in modo che cadano dalla parte destra. Quest'ultimo non è nient'altro che un grembiule, qualcuno ritiene che venisse posto sul capo della sposa dalla suocera, o da due amiche, ma i significati non cambiano: sia contro il malocchio sia in segno di lutto per l'ingresso nel mondo degli adulti perchè nuove responsabilità attendono la sposina nella sua nuova famiglia; da questo momento tutti si sarebbero rivolte a lei dandole del voi (“fustei”). 


    Questo abbigliamento veniva portato durante tutta la durata dei festeggiamenti e per le festività più importanti.






Riciclando ... creo


RICICLANDO ... CREO

Il giorno 16 di Novembre 2014, nella sede dell’Associazione Nosu Impari in Via Reiss Romoli 45, è stata inaugurata la prima edizione di “RICICLANDO … CREO “. Alcuni artisti e artigiani hanno esposto i loro lavori costruiti con materiale di riciclo meravigliando i numerosi visitatori che si sono soffermati incuriositi ad osservare le opere ricavate da comuni materiali, tipo vasetti di vetro, bottiglie di plastica, conchiglie marine, tappi di sughero ecc. Ma, la vera meraviglia, l’hanno avuta guardando la mostra “ Vivere il nostro tempo “ dello scultore Marcello Pisano, il quale ha esposto una parte della sua collezione ecologica con sculture uniche che riproducono vari animali della nostra era. La mostra è stata apprezzata anche dall’Assessore all’Urbanistica e all’Edilizia Privata di Moncalieri Marcello Concas. 
 
Luisa Pisano

foto di Maria Pugliesi

Mostra "Vivere il nostro tempo"




altre opere presenti di artigiani vari