L'Associazione Nosu Impari è nata a Torino l'8 maggio 2013 al fine di promuovere e diffondere la cultura sarda. All'Associazione sono aggregati un gruppo teatrale e un gruppo folkloristico di ballo sardo formatisi nel 2005. Presidente dell'associazione: Luisa Pisano.
domenica 7 dicembre 2014
venerdì 5 dicembre 2014
www.mantano.it parla di Nosu Impari
L'Associazione ringrazia www.mantano.it per la bella sorpresa.
Cliccate sul link, ci sono alcuni spezzoni video della serata.
http://www.mantano.it/recitazione-musiche-e-danze-popolari-sarde/#comment-456
lunedì 1 dicembre 2014
Sabato eravamo al Teatro Isabella di Torino
Sabato eravamo al Teatro Isabella della Circoscrizione V di Torino per la VI edizione di "Ricordando la Sardegna".
Uno spettacolo costruito attorno alle canzoni di Quintomoro e Laura Cotza, alle scene della compagnia teatrale e alle danze del gruppo di ballo sardo, tutto condito da poesie di Vincenzu Pisanu, Albino Agus, Luisa Pisano e Gianluca Cotza (ebbene sì una poesia che forse diverrà canzone).
Teatro pieno di amici, ammiratori e amanti della Sardegna.
domenica 23 novembre 2014
Associazione
Nosu Impari
Si ricorda ai soci che nel mese di dicembre inizia il rinnovo del
tesseramento 2015.
Il
costo è di 10 euro a socio più 6,50 per assicurazione adulti o 4
euro per assicurazione bambini.
L'assicurazione
resasi obbligatoria è stata fatta presso l'AICS.
Ricordiamo
che la nostra associazione è autofinanziata, non usufruisce di
contributi dagli enti, e deve sostenere le spese di gestione.
Il
direttivo
Nosu Impari al Teatro Isabella di Torino
CI VEDIAMO ALL' ISABELLA
TEATRO ISABELLA
Via Verolengo 212
SABATO 29 DICEMBRE 2014 - ORE 20.30
ASSOCIAZIONE NOSUIMPARI
RICORDANDO LA SARDEGNA – VI EDIZIONE
http://
Su Facebook:
https://www.facebook.com/events/675953802525380/?pnref=story
lunedì 17 novembre 2014
I costumi sardi del nostro gruppo (1)
I
costumi sardi del nostro gruppo
Incominciamo
da oggi a parlare dei costumi che indossano i nostri componenti del
gruppo di ballo. Essi non sono tutti uguali perchè il corpo di ballo
non è un gruppo folk con una precisa connotazione locale; ogni
componente indossa un vestito che lo lega o al suo paese d'origine o
ad particolare evento familiare o sociale che l'hanno portato a
possederlo.
Il primo
vestito di cui parleremo è quello indossato da Rebecca ed è un
costume da sposa di Oristano molto bello nella sua fattura.
Preciamo però, per dovere d'informazione storico-culturale, che l'abito non è rispondente appieno alla documentazione antica, che tramanda forme piu' semplici. Esso è contestualizzato a partire dagli anni '50 dall'uso folkloristico per impulso della sartiglia oristanese nella Sardegna della rinascita.
Preciamo però, per dovere d'informazione storico-culturale, che l'abito non è rispondente appieno alla documentazione antica, che tramanda forme piu' semplici. Esso è contestualizzato a partire dagli anni '50 dall'uso folkloristico per impulso della sartiglia oristanese nella Sardegna della rinascita.
Il capo è
palesemente influenzato dalla colonizzazione spagnola. Esso consiste
in una camicia rigorosamente bianca e con ampia scollatura
incorniciata da pizzo ricamato a mano e inamidato in modo da mettere
in risalto bottoni e gioielli in filigrana e corallo; sopra vi è
“s'imbustu” (una sorta di gilet) in broccato rosso con disegni
color oro, allacciato sotto il seno e lungo fino alla gonna. “Su
gipponi” (il giacchino) è in panno rosso foderato di celeste;
anch'esso lungo fino alla gonna con la particolarità di avere nella
parte posteriore delle “lingue di stoffa” chiamate torri. Le
maniche rimangono aperte facendo intravedere la camicia e vengono
chiuse con nastri azzurri (come i polsini della camicia) nel punto in
cui vengono rigirate in modo da far vedere il rivestimento bianco e
i fiorami. La gonna è in panno di lana rosso, lunga fino ai piedi,
con plissettatura fine e una balza bianca che, partendo da terra,
arriva circa sotto il ginocchio; nella parte superiore è contornata
da trine, fiorami e galloni dorati; nella parte inferiore si
conclude, dopo altre rifiniture, con velluto rosso che orla tutta la
gonna; è arricciata in vita tranne nella parte davanti che
normalmente fa da sfondo a un grembiule in pizzo bianco che viene
sostitutito, dopo il rito nuziale, con un grembiule in panno decorato
con delle mezzalune di broccato abbinato ai manicotti del giacchino.
Il capo è coperto da tre fazzoletti: “su scaffiottu” è di color
rosso, viene annodato sulla nuca e serve per tenere la crocchia di
capelli; “su muncador' e' tullu” è di tulle di cotone ricamato a
mano, esso viene posato sul capo e fermato da spilloni bianchi; “su
panneddu lustrinu” viene posato sul capo della sposa dopo il rito
del matrimonio, i suoi nastri sono messi in modo che cadano dalla
parte destra. Quest'ultimo non è nient'altro che un grembiule,
qualcuno ritiene che venisse posto sul capo della sposa dalla
suocera, o da due amiche, ma i significati non cambiano: sia contro
il malocchio sia in segno di lutto per l'ingresso nel mondo degli
adulti perchè nuove responsabilità attendono la sposina nella sua
nuova famiglia; da questo momento tutti si sarebbero rivolte a lei
dandole del voi (“fustei”).
Questo abbigliamento veniva portato
durante tutta la durata dei festeggiamenti e per le festività più
importanti.
Riciclando ... creo
RICICLANDO
... CREO
Il
giorno 16 di Novembre 2014, nella sede dell’Associazione Nosu
Impari in Via Reiss Romoli 45, è stata inaugurata la prima edizione
di “RICICLANDO … CREO “. Alcuni artisti e artigiani hanno
esposto i loro lavori costruiti con materiale di riciclo
meravigliando i numerosi visitatori che si sono soffermati
incuriositi ad osservare le opere ricavate da comuni materiali, tipo vasetti di vetro,
bottiglie di plastica, conchiglie marine, tappi di sughero ecc. Ma,
la vera meraviglia, l’hanno avuta guardando la mostra “ Vivere il
nostro tempo “ dello scultore Marcello Pisano, il quale ha esposto
una parte della sua collezione ecologica con sculture uniche che
riproducono vari animali della nostra era. La mostra è stata
apprezzata anche dall’Assessore all’Urbanistica e all’Edilizia
Privata di Moncalieri Marcello Concas.
Luisa
Pisano
foto di Maria Pugliesi
Mostra "Vivere il nostro tempo"
altre opere presenti di artigiani vari
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